Taggato: diritti fondamentali

BORGIA C. – L’effettività delle garanzie fondamentali di cui all’articolo 6 della CEDU nel processo tributario.

Abstract

L’Autore evidenzia come la sentenza della Corte EDU in commento si pone in linea di continuità con le precedenti decisioni volte all’affermazione del giusto processo in materia tributaria. In una fattispecie che presenta profili tributari e sanzionatori inscindibilmente connessi, l’articolo 6 CEDU – fondamentale presidio del giusto processo – trova pieno riconoscimento, innalzando il livello di tutela dei diritti del contribuente. In particolare, gli obblighi di motivazione della sentenza, così come i risultati raggiunti per scongiurare i rischi di violazione del principio del ne bis in idem, rappresentano garanzie fondamentali da estendere anche al processo tributario.[…]

The author points out that the judgment of the EDU Court in comment is in line with previous decisions aimed at the affirmation of due process in tax matters. In a case that presents tax profiles and sanctions inseparably linked, Article 6 of the ECHR – fundamental safeguard of the fair trial – finds full recognition, raising the level of protection of the rights of the taxpayer. In particular, the obligations to state reasons for the judgment, as well as the results achieved to avert the risks of infringement of the ne bis in idem principle, represent fundamental guarantees to be extended to the tax process as well.

COCIANI S.F. – La pubblicazione in rete di un elenco di evasori fiscali, tra sanzioni improprie e privilegia fisci.

Abstract

L’autore, partendo dalla sentenza della Corte EDU 12 gennaio 2021 sul caso L.B. contro Ungheria (n. 36345/2016), ricostruisce la natura giuridica della misura consistente nella pubblicazione, in rete, della lista degli evasori fiscali, così come accertati dall’amministrazione fiscale ungherese, alla stregua di un privilegium fisci, come tale volto a rendere più agevole e spedita la riscossione dei tributi evasi. Da tale ricostruzione è possible affermare la preminenza dei diritti fondamentali del contribuente, ivi compreso quello alla riservatezza, rispetto all’interesse dell’apparato pubblico alla sicura e regolare percezione delle entrate tributarie, espressione, tutt’al più, dell’interesse al “buon andamento” dell’amministrazione stessa.

PISANI M. | Brexit: la notifica di recesso ai sensi dell’art. 50 TUE non può diventare motivo di rifiuto d’esecuzione del mandato d’arresto europeo. Cambiano le regole di cooperazione giudiziaria?

Abstract

While the content of the withdrawal agreement between the United Kingdom and the European Union still remains unknown (and the termination period will be possibly postponed), concerns raises around the applicable criteria to the judicial cooperation, especially regarding the execution of the European arrest warrant decision. The European arrest warrant was adopted to facilitate the extradition of individuals between Member States to face prosecution for a crime or to serve a sentence. In R.O. case it is questioned if a possible violation of human rights may come from the removal of the jurisdiction of the European Court of Justice on the application of the instruments of mutual recognition and while primacy of EU law and its direct effect will be no longer applicable. The Court considered extensively human rights and how they are protected in international law, and stated that mutual confidence, related to the participation in the Council of Europe and to the ratification of the Council of Europe Convention on Extradition of 1957 cannot be affected, in the European Union framework, by the sole notification of recess as per article 50 of TUE. However as the reversion to international agreements can significantly slow down the extradition proceedings, it would be desirable to negotiate a transitional arrangement similar to the ones applicable to non Member States that participate to Schengen area. It seem that Brexit will produce new criteria for judicial cooperation criteria in an European space. […]

1. Lo spazio giudiziario europeo, il reciproco riconoscimento, uno scenario europeo.- La data del 29 marzo 2019, termine indicato per il recesso del Regno Unito dall’Unione europea, si avvicina sempre più, senza alcuna certezza riguardo alle modalità di realizzazione della Brexit; al momento della redazione di questo commento è probabile una proroga del termine per negoziare un accordo di recesso, giacché l’alternativa, che da più parti si cerca di scongiurare, è una “no deal Brexit”. Lo scenario invita a speculare filosoficamente sulle molteplici ipotesi che si delineano, ed innanzitutto a considerare gli effetti di un “no deal”, con l’improvvisa cessazione dell’applicazione dei Trattati e del diritto dell’Unione europea, l’uscita dal mercato unico, la fine della libera circolazione e la cessazione della competenza giurisdizionale della Corte di Giustizia dell’Unione europea (CGUE).

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