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PROGETTO DI RICERCA INTERDISCIPLINARE: VULNERABILITA’ E MINORI: profili pubblicistici e privatistici


DIPARTIMENTO DI GIURISPRUDENZA UNIPG
PROGETTO DI RICERCA INTERDISCIPLINARE
BANDO RICERCA DI BASE Fondo PREMIALE 2019

Titolo del progetto
VULNERABILITA’ E MINORI: profili pubblicistici e privatistici


Responsabile
Luisa Cassetti
Membri del gruppo di ricerca:
Silvia Angeletti (IUS/11 Diritto canonico e diritto ecclesiastico)
Luisa Cassetti (IUS/09 Istituzioni di diritto pubblico)
Andrea Sassi (IUS/01 Diritto privato)

PREMESSA

L’importanza di una ricerca sul livello di (effettiva) protezione (interna e sovranazionale) dei diritti e degli interessi dei minori è testimoniata dalla consistente produzione normativa che si è sviluppata nel nostro ordinamento, in particolare negli ultimi dieci anni sulla scia dell’istituzione dell’Autorità garante dell’infanzia e dell’adolescenza (con le sue ramificazioni a livello regionale, v.L.112/2011) e dell’adesione a importanti Convenzioni internazionali volte a prevenire e combattere la vulnerabilità dei minori rispetto agli episodi di violenza e abuso (L. 1 ottobre 2012, n. 172, Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d’Europa per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale, fatta a Lanzarote il 25 ottobre 2007), nonché rispetto ai ricorrenti episodi di violenza familiare e di genere L. 27 giugno 2013, n. 77 Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, fatta a Istanbul l’11 maggio 2011).

L’ ordinamento italiano ha del resto compiuto una riflessione sulla regolamentazione del riconoscimento dei figli naturali (L.219/2012) nello sforzo di porre al centro il preminente interesse del minore ad avere una famiglia, in linea con il dettato costituzionale (art.30 e 31 Cost.), le garanzie europee (v. ad es. le questioni relative allo status di figlio in relazione all’ interesse preminente del minore ex art.24 Carta DFUE) e la prassi internazionale. L’ordinamento nazionale si è dovuto altresì confrontare con le sfide che, da un lato, i nuovi strumenti di comunicazione e condivisione (social media) pongono quotidianamente ai basilari diritti dei minori (v. L.17/2017 sul cyberbullismo) e, dall’altro, le emergenze umanitarie imposte dall’ intensificarsi dei fenomeni migratori che rendono ancor più vulnerabili i minori coinvolti in numero costantemente crescente (L.47/2017 sulla Disciplina dei minori stranieri non accompagnati). […]

 

Dipartimento del COE per l’esecuzione delle sentenze della Corte EDU Esecuzione delle sentenze/profili costituzionali

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Thematic factsheets (https://www.coe.int/en/web/execution/thematic-factsheets)
The Thematic Factsheets aim to present an overview of selected legislative and case-law developments in member States, following judgments and decisions of the European Court whose execution has been supervised and concluded by the Committee of Ministers. As the execution process in pending cases may evidence important progress, some factsheets may also include relevant pending cases.

Dipartimento del COE per l’esecuzione delle sentenze della Corte EDU SCHEDA PAESE (ITALY)

Country Factsheets

Clicca qui per leggere le informazioni della scheda Italia

Click below to see the factsheet for Italy

The “Country Factsheets” below present an overview of the main issues revealed by judgments and decisions of the European Court in cases pending before the Committee of Ministers for supervision of their execution with links to available information on the status of execution (HUDOC-EXEC). The factsheets also provide, in a nutshell, information on the reforms adopted in cases where supervision has been closed. Execution trends over the last six years are illustrated by key statistical data.

Country Factsheet (https://www.coe.int/en/web/execution/country-factsheets)

 

Relazione al Parlamento – Esecuzione delle pronunce della Corte EDU nei confronti dello Stato italiano (anno 2018)

L’ESECUZIONE DELLE PRONUNCE DELLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO NEI CONFRONTI DELLO STATO ITALIANO
Legge 9 gennaio 2006, n.12

PREMESSA

Proprio settant’anni fa, il 5 maggio 1949, si concretizzava l’idea di Winston Churchill, esplicitata tre anni prima – all’indomani del vittorioso esito del conflitto contro la tirannia nazista – di “costruire una sorta di Stati Uniti d’Europa”, al fine di mettere al sicuro quei valori di libertà e democrazia che storicamente avevano fatto dell’Europa un unicum nella valorizzazione dei diritti e delle potenzialità dell’individuo. In quella data, l’Italia – insieme ai rappresentanti di altri nove Paesi (Belgio, Danimarca, Francia, Irlanda, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Regno Unito e Svezia) – firmava il Trattato di Londra, che istituiva il Consiglio d’Europa, con l’obiettivo di favorire un’unione sempre più stretta tra gli Stati membri e “tutelare e promuovere gli ideali e i principi” fondanti lo stato di diritto e la democrazia, primo passo di un articolato percorso che generò successivamente la Convenzione europea per i diritti dell’uomo, sottoscritta il 4 novembre 1950 a Roma, la quale a sua volta generò la Corte europea dei diritti dell’uomo, braccio secolare dell’interpretazione, in continua evoluzione, dei diritti e delle libertà fondamentali.
Oggi, gli Stati membri del Consiglio d’Europa sono 47 e rappresentano circa 820 milioni di cittadini, ai quali si aggiungono, come membri osservatori, Canada, Giappone, Israele, Messico, Santa Sede e Stati Uniti. [LEGGI TUTTO]

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