Autore: Rosella Alunni

VANNUCCINI S. – Neurosviluppo e salute mentale dei minori di età in tempo di pandemia: risultati e prospettive del primo studio scientifico nazionale promosso dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza

Abstract

SOMMARIO: 1. Profili preliminari: il quadro teorico e metodologico della prima ricerca scientifica nazionale sul neurosviluppo e sulla salute mentale dei bambini e degli adolescenti ai tempi del COVID-19. – 2. Cosa è emerso: i principali risultati segnalati dalla ricerca. – 3. Cosa fare: le raccomandazioni operative dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza.

The study of Pandemic, neurodevelopment and mental health of children and young people is the first national scientific research on neurodevelopment and mental health of minors at the time of COVID-19, promoted by the Authority for Children and Adolescents with the Higher Institute of Health and with the collaboration of the Ministry of Education. This paper takes stock of the results that emerged from the research, which provide a useful information base for orienting socio-health-educational policies both in terms of promoting rights, neurodevelopment and mental health, and in terms of preventing the onset of disorders in the psychic sphere of the child population and in support of frailties.

BORGIA C. – L’effettività delle garanzie fondamentali di cui all’articolo 6 della CEDU nel processo tributario.

Abstract

L’Autore evidenzia come la sentenza della Corte EDU in commento si pone in linea di continuità con le precedenti decisioni volte all’affermazione del giusto processo in materia tributaria. In una fattispecie che presenta profili tributari e sanzionatori inscindibilmente connessi, l’articolo 6 CEDU – fondamentale presidio del giusto processo – trova pieno riconoscimento, innalzando il livello di tutela dei diritti del contribuente. In particolare, gli obblighi di motivazione della sentenza, così come i risultati raggiunti per scongiurare i rischi di violazione del principio del ne bis in idem, rappresentano garanzie fondamentali da estendere anche al processo tributario.[…]

The author points out that the judgment of the EDU Court in comment is in line with previous decisions aimed at the affirmation of due process in tax matters. In a case that presents tax profiles and sanctions inseparably linked, Article 6 of the ECHR – fundamental safeguard of the fair trial – finds full recognition, raising the level of protection of the rights of the taxpayer. In particular, the obligations to state reasons for the judgment, as well as the results achieved to avert the risks of infringement of the ne bis in idem principle, represent fundamental guarantees to be extended to the tax process as well.

COCIANI S.F. – La pubblicazione in rete di un elenco di evasori fiscali, tra sanzioni improprie e privilegia fisci.

Abstract

L’autore, partendo dalla sentenza della Corte EDU 12 gennaio 2021 sul caso L.B. contro Ungheria (n. 36345/2016), ricostruisce la natura giuridica della misura consistente nella pubblicazione, in rete, della lista degli evasori fiscali, così come accertati dall’amministrazione fiscale ungherese, alla stregua di un privilegium fisci, come tale volto a rendere più agevole e spedita la riscossione dei tributi evasi. Da tale ricostruzione è possible affermare la preminenza dei diritti fondamentali del contribuente, ivi compreso quello alla riservatezza, rispetto all’interesse dell’apparato pubblico alla sicura e regolare percezione delle entrate tributarie, espressione, tutt’al più, dell’interesse al “buon andamento” dell’amministrazione stessa.

ANGELETTI S. – La questione del velo islamico nel luogo di lavoro (ancora) di fronte alla Corte di Giustizia UE: verso maggiori garanzie per il diritto di libertà religiosa.

Abstract

Con la sentenza resa il 15 luglio 2021, la Grande Sezione della Corte di Giustizia dell’Unione europea torna sul tema dell’adozione del velo islamico nei luoghi di lavoro. Le questioni pregiudiziali poste dai giudici remittenti tedeschi riguardano le misure stabilite da datori di lavoro privati, con le quali si vieta ai dipendenti l’esibizione di segni visibili di convinzioni politiche, filosofiche o religiose nel luogo di lavoro, allo scopo di perseguire una policy di neutralità dell’impresa. La Corte, seppure non discostandosi dagli approdi della sua precedente giurisprudenza sul tema, con la decisione in commento mostra alcune significative aperture verso un’interpretazione della direttiva 2000/78/CE maggiormente attenta al rispetto della libertà religiosa del lavoratore. In particolare, il riconoscimento al giudice nazionale di un margine di discrezionalità, entro il quale poter tenere conto delle norme europee di rango primario e delle disposizioni costituzionali nazionali che garantiscono la libertà religiosa, rappresenta un passo avanti nella direzione di un approccio ‘olistico’ al tema del diritto antidiscriminatorio nelle relazioni lavorative. […]

In July 15th 2021, the Court of Justice of the European Union (Grand Chamber) delivered a preliminary ruling in proceedings regarding the wearing of the Islamic headscarf in the workplace. The requests from the referring German Courts concerned private undertakings applying internal Instructions, aimed at pursuing a policy of political, philosophical and religious neutrality towards clients as well as workers. While complementing existing case – law, the Court further clarifies how the directive 2000/78/CE shall be interpreted in line with the protection of the employees’ freedom of religion. Firstly, the Court clearly maintains that the appropriateness, consistency and necessity of the neutrality policy are to be demonstrated by the employer. Furthermore, it states that the directive leaves a margin of discretion to the national judge, within which the rights recognized in EU primary law and national provisions protecting freedom of thought, conscience and religion shall be taken into account. On these grounds, it will be argued that the Court has taken a further step towards a ‘holistic’ approach in employment anti-discrimination law.
[…]

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