Vita privata e familiare

Private and family life

VANNUCCINI S. – L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza: bilanci e sfide a 10 anni dall’istituzione

Abstract

The Authority for Children and Adolescents was established by Law no. 112/2011, in order to ensure the full implementation and protection of the rights and interests of minors, in compliance with the provisions of the Convention on the Rights of the Child and other international instruments on the promotion and protection of the rights of children and adolescents.

This paper takes stock of the activities carried out and the results achieved ten years after its establishment, as well as the future challenges 

VANNUCCINI S. – Gli effetti dello scenario emergenziale SARS-CoV-2 sulle condizioni di vita dei minori di età: evidenze di una overview

Abstract

Una ragionata panoramica,  basata su un approccio strutturato alla ricerca nella letteratura empirica, delle conseguenze  sulle condizioni di vita dei minori di età causate dall’emergenza sanitaria provocata dalla diffusione del contagio da SARS-CoV-2.

Based on a structured approach to research in the empirical literature, this reasoned overview is dedicated to the consequences produced on the living conditions of minors by the health emergency resulting from the spread of the SARS-CoV-2 infection.. […]

PROGETTO DI RICERCA INTERDISCIPLINARE: VULNERABILITA’ E MINORI: profili pubblicistici e privatistici


DIPARTIMENTO DI GIURISPRUDENZA UNIPG
PROGETTO DI RICERCA INTERDISCIPLINARE
BANDO RICERCA DI BASE Fondo PREMIALE 2019

Titolo del progetto
VULNERABILITA’ E MINORI: profili pubblicistici e privatistici


Responsabile
Luisa Cassetti
Membri del gruppo di ricerca:
Silvia Angeletti (IUS/11 Diritto canonico e diritto ecclesiastico)
Luisa Cassetti (IUS/09 Istituzioni di diritto pubblico)
Andrea Sassi (IUS/01 Diritto privato)

PREMESSA

L’importanza di una ricerca sul livello di (effettiva) protezione (interna e sovranazionale) dei diritti e degli interessi dei minori è testimoniata dalla consistente produzione normativa che si è sviluppata nel nostro ordinamento, in particolare negli ultimi dieci anni sulla scia dell’istituzione dell’Autorità garante dell’infanzia e dell’adolescenza (con le sue ramificazioni a livello regionale, v.L.112/2011) e dell’adesione a importanti Convenzioni internazionali volte a prevenire e combattere la vulnerabilità dei minori rispetto agli episodi di violenza e abuso (L. 1 ottobre 2012, n. 172, Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d’Europa per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale, fatta a Lanzarote il 25 ottobre 2007), nonché rispetto ai ricorrenti episodi di violenza familiare e di genere L. 27 giugno 2013, n. 77 Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, fatta a Istanbul l’11 maggio 2011).

L’ ordinamento italiano ha del resto compiuto una riflessione sulla regolamentazione del riconoscimento dei figli naturali (L.219/2012) nello sforzo di porre al centro il preminente interesse del minore ad avere una famiglia, in linea con il dettato costituzionale (art.30 e 31 Cost.), le garanzie europee (v. ad es. le questioni relative allo status di figlio in relazione all’ interesse preminente del minore ex art.24 Carta DFUE) e la prassi internazionale. L’ordinamento nazionale si è dovuto altresì confrontare con le sfide che, da un lato, i nuovi strumenti di comunicazione e condivisione (social media) pongono quotidianamente ai basilari diritti dei minori (v. L.17/2017 sul cyberbullismo) e, dall’altro, le emergenze umanitarie imposte dall’ intensificarsi dei fenomeni migratori che rendono ancor più vulnerabili i minori coinvolti in numero costantemente crescente (L.47/2017 sulla Disciplina dei minori stranieri non accompagnati). […]

 

 

VANNUCCINI S. – Situazioni di «particolare vulnerabilità» dei minori di età e obblighi di protezione dello Stato: note a margine della sentenza V.C. c. Italia

Abstract

The case of V.C. v. Italy concerned a person who, as a minor (aged 16 at the time) suffering from psychological disorders, alcohol and drug addiction, had been the victim of a child prostitution ring and gang rape.

She complained that the Italian authorities had not acted with the necessary diligence and had not taken all reasonable and measures to provide timely protection and  to prevent the abuses she suffered, even though they had been aware of her vulnerable situation and the real and immediate risk she faced. […]

NULLO L. – La Corte EDU condanna l’Italia sul “caso ILVA”. Alla ricerca di un equilibrio tra tutela della salute, rispetto dell’ambiente ed esercizio di attività economiche di interesse nazionale.

Abstract

With the judgment Cordella e altri c. Italia, The European Court of Human Rights back to rule on the “ILVA case”, condemning the Italian State for the violation of art. 8 C.E.D.U. (right to private life) because the institutional authorities failed to take the necessary measures to protect the right of those concerned to respect their private lives, on which the polluting emissions of ILVA would have interfered. The ECHR also decides for the violation of the art. 13 C.E.D.U. (right to have an effective remedy), considering that the Italian legal system was devoid of internal remedies by which the inhabitants concerned could have complained about the failure to implement the environmental recovery plan required by the “save-ILVA” decrees and, ultimately, effectively defending against the violation of a right protected by the European Convention. […]

Con la sentenza Cordella e altri c. Italia , la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo si è pronunciata sul noto “caso Ilva”, condannando lo Stato italiano per violazione dell’art. 8 C.E.D.U. (diritto al rispetto della vita privata e familiare), in quanto le autorità istituzionali avrebbero omesso di adottare quelle misure necessarie per proteggere il diritto degli interessati al rispetto delle loro vite private, sulle quali avrebbero interferito le emissioni inquinanti dell’acciaieria ionica. Il decidente europeo ha altresì ravvisato la violazione dell’art. 13 C.E.D.U. (diritto a un ricorso effettivo), ritenendo che l’ordinamento italiano fosse inoltre privo di vie di ricorso interne per mezzo delle quali gli abitanti interessati avrebbero potuto lamentare la mancata attuazione del piano di risanamento ambientale previsto dai decreti “salva-Ilva” e, in definitiva, difendersi in modo effettivo a fronte della violazione di un diritto sancito dalla Convenzione.
Pur a fronte di tali constatazioni, tuttavia, alle vittime non è stato accordato alcun risarcimento, in quanto la Corte EDU, come in altre occasioni , ha ritenuto che l’accertamento delle violazioni costituisse una riparazione sufficiente per il danno morale subito (§ 187). […]

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